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Donna Luna

31/01/2020

Franco Paggin ©

Mi distesi a letto, cominciando a sognare

un viaggio al mare con te.

Quando l’oscurità notturna cominciò a diffondersi …

… molto turbato girai la clessidra

da un punto luce e di bellezza, cercai davanti all’immensità celeste.

Non ti trovai …

… mi disperai davanti alla foresta boreale.

Una luce all’improvviso mi accolse illuminandomi

il mio viso.

Eri tu a lasciare e

a raccogliere le conchiglie intere e frantumate …

… nelle rive del mare.

Eri tu…

… tanto amica delle montagne stanche …

… ormai ustionate e usurate dal sole più cocente.

Le davi veramente un rinfrescante refrigerio.

Durante la sera e la notte…

… eri, sei e sarai l’unica anima ad illuminare con le stelle …

… la nostra terra.

Il mio desiderare a percepire il tuo volto femminile…

… mi sfuggì nel tempo raccolto ad osservarti.

Non riuscì a donarti neppure un tulipano inesistente.

Appari come un fantasma nascosto,

quando c’è, la fine di un inquieto e tormentoso temporale…

… spalanchi una fessura di nuvole nere e grigie dei nostri pensieri.

Ci consoli…

… cullandoci in gioiosi ricordi passati e futuri…

… li nascondi con il tuo scultore personale.